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Trattamenti NON ormonali

Per le donne in menopausa, che non possono affidarsi a una terapia a base di estrogeni, esistono alternative come integratori e prodotti a base di erbe officinali o estratti naturali che possono dare sollievo e aiutare a tenere sotto controllo i principali disturbi della menopausa. Ma anche questi composti presentano oltre ai benefici, possibili controindicazioni: è sempre consigliato consultare il ginecologo, il proprio medico di famiglia e il farmacista al fine di una corretta assunzione.

Vediamo i principali:

Fitoestrogeni: è un complesso di differenti sostanze presenti in molte piante e nei loro semi, in grado di svolgere un’azione simile a quella degli estrogeni. Tra i fitoestrogeni più utilizzati per il trattamento dei disturbi della menopausa vi sono gli isoflavoni della soia (daidzenina e genisteina). Sebbene la ricerca sulle attività di queste molecole sia in continua evoluzione, studi recenti hanno evidenziato effetti protettivi sul sistema cardiovascolare, miglioramento della densità ossea e riduzione delle vampate di calore, senza aumento di rischio di tumori della mammella.

Cimicifuga racemosa: è una pianta officinale impiegata da secoli nella medicina tradizionale degli Indiani d’America, come rimedio per i disturbi femminili. Oggi è ampiamente utilizzata per alleviare i tipici sintomi del climaterio: vampate di calore, sudorazione, nervosismo e irritabilità, disturbi del sonno. Numerosi studi ne hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza d’uso. Si consiglia comunque di non utilizzarla in caso di malattie del fegato. L’attività della cimicifuga o dei fitoestrogeni della soia può essere anche supportata da piante medicinali quali biancospino, salvia, passiflora e iperico.

Cranberry: chiamato anche mirtillo rosso è originario del continente nord americano contiene significative quantità di vitamina A e C, sali minerali, antocianosidi, flavonoidi e altre sostanze antibatteriche. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che il Cranberry possiede diverse proprietà benefiche nella prevenzione e cura di alcune patologie come cistiti, prostatiti, osteoporosi, carenza di antiossidanti e cardiopatie. Il succo di questi frutti è in grado di abbassare il pH urinario, rendendolo più acido e creando quindi un ambiente sfavorevole per i batteri patogeni. Ricerche più recenti hanno inoltre evidenziato come svolga un’azione simile anche su batteri che provocano ulcere (batterio Heliobacter pylori), carie dentarie e gengiviti (batterio Streptococcus mutans). Il succo di Cranberry bevuto regolarmente, rappresenta un’ottima alternativa per contrastare in modo semplice e gustoso (dolcificato con fruttosio per migliorarne la palatabilità) i rischi di osteoporosi, proprio perché naturalmente ricco di calcio.

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