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La terapia ormonale sostitutiva (TOS)

La terapia ormonale sostitutiva (TOS o HRT, hormone replacement therapy in inglese) consiste in un trattamento farmacologico a base di ormoni estrogeni, associati anche a progestinici, normalmente prodotti dalle ovaie della donna. Durante la menopausa questa produzione diminuisce e la terapia ormonale sostitutiva serve per migliorare la qualità della vita nella donna che soffre di sintomatologia legata a questo periodo.

La TOS è un trattamento che opera sia sulla sintomatologia a breve termine (vampate di calore, variazioni di umore, problemi vaginali e urinari, calo del desiderio sessuale e disturbi del sonno), sia su quella a lungo termine (aumento del rischio cardiovascolare e insorgere dell’osteoporosi).

Quando è utile?

Le donne disturbate dai sintomi della menopausa dovrebbero sempre discutere col loro medico di famiglia o ginecologo dell’eventualità di iniziare la terapia ormonale sostitutiva. Questa può, infatti, portare vantaggi – ristabilire l’equilibrio ormonale e alleviare in parte o del tutto i caratteristici sintomi della menopausa – ma anche qualche svantaggio, dato che si tratta comunque di un trattamento farmacologico e come tale non esente da rischi collaterali. Allo stato attuale delle conoscenze, la TOS va riservata alle donne con menopausa precoce (prima dei 45 anni) e a quelle che lamentano sintomi vasomotori e disturbi del sonno percepiti come importanti e persistenti. Esistono tuttavia donne che vogliono far uso della TOS perché lamentano un vissuto negativo con la menopausa: in questo caso la terapia deve essere valutata dal medico curante e non può essere soggetta a nessuna generalizzazione. La TOS andrebbe iniziata durante o subito dopo il periodo della menopausa, in quanto potrebbe diventare rischiosa o inutile se cominciata tardivamente (dopo i 65 anni), quando molte patologie cardiovascolari o neurodegenerative sono già in stato avanzato. Anche dosaggi e tipi di ormoni inappropriati possono diventare dannosi, soprattutto in donne già a rischio di patologie tumorali o cardiovascolari (per esempio obese o fumatrici).

La TOS è disponibile in tre modalità: in pillole da assumere per bocca, come cerotto (che si basa sull’assorbimento graduale per via transdermica, cioè attraverso la pelle) e per via vaginale.

• Per bocca la terapia raggiunge il suo pieno effetto nel giro di 6-8 ore. Il problema principale è dato dal fatto, che in questo caso, si ha un maggior carico per il fegato, che deve smaltire gli ormoni. 

• Con il cerotto, grazie alla gradualità della somministrazione, si ottiene un benefico effetto di costante concentrazione degli estrogeni nel sangue e il carico per il fegato è ridotto, dato che gli ormoni si distribuiscono e si accumulano presso altri organi (per esempio utero, mammella e ovaie). Ciò può rappresentare però una controindicazione, specialmente se vi è una predisposizione a malattie a carico di questi distretti del corpo o una patologia in atto.

• La somministrazione dei gel per via vaginale è prescritta generalmente per alleviare problemi come la secchezza delle mucose e la funzionalità stessa dell’apparato riproduttivo e urinario. Vi sono anche dispositivi da inserire in loco che rilasciano lentamente gli ormoni e vanno sostituiti ogni mese circa. Sono utili per le donne che non possono assumere la terapia per via orale o transdermica, così da tenere sotto controllo il fenomeno delle vampate di calore.

Per chi è controindicata?

Le terapie ormonali non dovrebbero essere utilizzate dalle donne che non soffrono di nessun sintomo grave, oppure in caso di controindicazioni maggiori: tumori ormono-dipendenti (alla mammella, all’utero o all’ovaio), epatiti acute o croniche, ictus, infarti o trombosi, tromboflebiti pregresse o malattie autoimmuni, quali il Lupus eritematoso sistemico. Le donne in salute con sintomi non debilitanti, senza un evidente rischio cardiovascolare, osteoporotico o di Alzheimer, non trarrebbero beneficio da una TOS.

Per disturbi quali la secchezza vaginale e il dolore nei rapporti sessuali (dispareunia), sono efficaci dei preparati da applicare localmente. Se sintomi quali l’atrofia dell’apparato urogenitale dovessero manifestarsi più tardi, una terapia ormonale potrebbe essere somministrata ugualmente, dopo attente valutazioni da parte di uno specialista.

 
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