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Osteoporosi

Cos'è?

L’osso è un tessuto vivo con una crescita e ricambio costanti. Ma con l’avvento della menopausa, il rinnovamento cellulare dell’osso rallenta: il risultato può essere il declino della massa ossea ed il conseguente sviluppo dell’osteoporosi. 

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, che comporta la riduzione della massa minerale e il deterioramento micro-strutturale del tessuto osseo. Ciò comporta un aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di cadute e fratture. Si calcola che, nel mondo, circa 200 milioni di persone soffrano di osteoporosi. L’allungamento della vita media e l'invecchiamento delle popolazioni, in mancanza di seri interventi di prevenzione, determinerà nei prossimi decenni un significativo aumento dei casi. La malattia colpisce soprattutto le donne, che hanno, a tutte le età, un valore di massa ossea inferiore a quello degli uomini. 

La malattia è difficile da riconoscere: il più delle volte non dà nessun segno di sé. Per questo è stata definita il "ladro silenzioso": ruba per anni, senza farsene accorgere, il calcio delle nostre ossa. Tra i fattori di rischio noti si ricordano:
 
Menopausa, soprattutto se precoce
Periodi di assenza delle mestruazioni in età giovanile
Sottopeso
Carenza di vitamina D
Mancanza di calcio nella dieta
Consumo eccessivo di alcool
Fumo
Scarsa attività fisica
Patologie da mancato assorbimento
Uso di cortisonici
 
Diagnosi
 
È importantissimo che la valutazione del rischio venga fatta da tutte le donne che si avvicinano alla menopausa, specie se non si sono mai preoccupate prima della prevenzione dell'osteoporosi. In presenza di fattori di rischio evidenti, o comunque verso i 65 anni, è consigliabile sottoporsi a una misurazione della propria "densità minerale ossea" con la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), oggi considerata l'esame più attendibile per la diagnosi di osteoporosi. Si tratta di un semplice esame radiologico, semplice e indolore che misura la quantità e la densità dei sali minerali (soprattutto sali di calcio) contenuti nella regione esaminata del nostro scheletro. Nella maggior parte dei casi si fa a livello della colonna vertebrale o del femore.
 
Artrite, artrosi e osteoporosi: facciamo chiarezza
 
Questi termini sono spesso interpretati in modo inesatto come sinonimi; in realtà, identificano malattie molto diverse tra loro. Mentre l’osteoporosi è una malattia delle ossa, l’artrite e l’artrosi sono malattie che colpiscono le articolazioni.
 
L’artrite
 
È una malattia determinata da un processo infiammatorio che tende a diventare cronico nel tempo. La forma più comune è l’artrite reumatoide: questa malattia può colpire a tutte le età, e dipende da un processo infiammatorio di natura "autoimmune" che provoca lesioni delle cartilagini e delle estremità ossee. Colpisce circa l’1% della popolazione, soprattutto le donne, in genere attorno ai 50 anni, ma si può manifestare anche in età giovanile. È una malattia cronica che deve essere riconosciuta precocemente, richiede uno specifico intervento medico e deve essere trattata con molta attenzione, pazienza e perseveranza, per ridurre nei limiti del possibile i danni e le sofferenze. In genere la cura è a base di cortisonici. L’artrite è spesso  associata alla presenza di osteoporosi.
 
L’artrosi
 
L'artrosi è una malattia osteo-articolare determinata da un processo degenerativo. È molto frequente soprattutto nella popolazione più anziana. Si definisce anche malattia da usura: il danno alle articolazioni appare legato all’uso e all’invecchiamento del nostro fisico, e che si manifesta con il passare degli anni. Le forme più gravi riguardano spesso categorie particolari di persone, che per vari motivi sottopongono per molti anni le loro articolazioni a stress e traumi violenti e prolungati. Per esempio, l’artrosi della colonna vertebrale colpisce chi per lavoro fa l’autista, e quindi per molte ore al giorno sta in posizione seduta, trasmettendo direttamente alle vertebre tutte le vibrazioni e le scosse della strada. L’artrosi dell’anca e del ginocchio, forse le forme più invalidanti, sono in molti casi, legate a un forte sovrappeso. L’artrosi del gomito e della spalla è frequente in chi fa lavori manuali pesanti. L’artrosi è un processo degenerativo, dal quale cioè non si può "guarire", perché la cartilagine non si rigenera spontaneamente. La cura consiste nell’evitare ulteriori peggioramenti e nel ricorso ad analgesici e antinfiammatori contro il dolore. Nei casi più gravi e invalidanti, oggi, si può ricorrere a interventi chirurgici che sostituiscono l’articolazione colpita (come nel caso dell’anca) con una protesi artificiale che garantisce un’ottima qualità della vita per molti anni. Si tratta comunque di soluzioni che vanno valutate attentamente sotto stretto consulto medico.
 
Prevenire l'osteoporosi: una missione possibile
 
Un programma di prevenzione, basato su corretti stili di vita può quindi ridurre significativamente i rischi di fratture ossee da osteoporosi. E' importante seguire una dieta sana e bilanciata, ricca di calcio, vitamina D e antiossidanti e praticare regolarmente e con moderazione attività fisica.
 
Calcio, vitamina D e K: i nemici dell'osteoporosi 
 
Calcio
La robustezza dell’osso è dovuta al suo contenuto di calcio. Un’alimentazione che fornisca la giusta quantità di calcio è la prima regola per prevenire nel tempo e/o controllare lo sviluppo della malattia. È indispensabile assumere almeno 1 grammo di calcio al giorno (almeno 1,2 g in menopausa e dopo i 50 anni). 
 
Vitamina D
La vitamina D è necessaria per assorbire il calcio nell’intestino e fissarlo nell’osso. Normalmente essa si forma nella pelle per azione della luce solare (raggi UVB), ed è per questo che si raccomanda di prendere un po’ di sole nella bella stagione. È necessario stare all’aperto perché i raggi UVB non passano attraverso i vetri. Se per qualche motivo c’è il rischio di carenza di vitamina D, il medico prescriverà un supplemento: ciò riguarda soprattutto gli anziani, sia perché escono meno di casa, sia perché la capacità di produrre vitamina D diminuisce con l’età. I farmaci e gli integratori a base di vitamina D devono essere prescritti dal medico, perché dosi eccessive per lungo tempo possono essere dannose. 
 
Vitamina K
E’ necessaria per la produzione di osteocalcina, una proteina che costituisce, dopo il collagene, parte dell'osso ed è necessaria per la sua mineralizzazione. Esistono tre diversi gruppi di vitamina K: 
- Vitamina K1 o fillochinone: di origine vegetale, una volta assunta giunge direttamente nel fegato e favorisce il corretto controllo della coagulazione sanguigna
- Vitamina K2 o menachinone: di origine batterica è assorbita dal colon e viene generata attraverso la sintesi dei batteri della flora intestinale. Aiuta il normale assorbimento della microflora intestinale
- Vitamina K3 o menadione idrosolubile: di origine sintetica o artificiale 
 
La K1 è coinvolta soprattutto nei processi enzimatici e attiva alcune importanti proteine plasmatiche (la C, S, Z e M) e la protrombina, utili per il normale processo di coagulazione. La vitamina K3 è, invece, un ottimo coagulante; mentre K2 è fondamentale a livello osteoporotico. Infatti è in grado di:
 
 - inibire la maturazione degli osteoclasti (cellule deputate al riassorbimento osseo) e stimolare l’attivazione dell’osteocalcina.
 
  - attivare una proteina presente a livello dei vasi (mGLA protein) che impedisce al calcio circolante nel sangue, in eccesso, di depositarsi in forma di cristalli nella parete arteriosa 
 
Dopo la menopausa la donna può riscontrare una carenza prolungata di vitamina K2 che favorire l’insorgenza di osteoporosi e malattie cardiovascolari. Per questi motivi la sua integrazione, soprattutto durante la menopausa, può portare molti benefici.  
 
No ad alcol e fumo
Sia il fumo che l’alcool sono infatti grandi nemici dell’osso. Anche con il caffè e il tè non si deve esagerare: questi alimenti limitano la quantità di calcio che l’organismo è in grado di assorbire.
 
L’attività fisica
Il peso del corpo e l’azione dei muscoli (che “fanno forza” sulle ossa) sono importantissimi per stimolare l’osso. L’osso è, infatti, un tessuto vivo: ogni giorno l’osso vecchio o danneggiato viene sostituito da osso nuovo. Il peso del corpo e l’attività muscolare aiutano questo processo di rinnovamento. È importante svolgere un’attività fisica regolare anche con esercizi che siano bilanciati rispetto al peso corporeo, dove ossa e muscoli lavorano contro la gravità (passeggiate, salire le scale, sollevare pesi leggeri, ecc). Nel caso fosse già presente osteoporosi, è utile consultare un medico sul tipo di attività da compiere per valutare l’impatto che diversi movimenti possono avere sull’apparato scheletrico e sulle articolazioni.
 
Consigli generali
• Evitate attività sedentarie e riducete al minimo l’uso di mezzi meccanici ed elettrici.
• Svolgete attività semplici, di tipo aerobico con intensità moderata (camminare, ballare, salire le scale, nuotare, andare in bicicletta, esercizi eseguiti seduti su una sedia, ecc.).
• Anche le discipline di rilassamento ed esercizi di allungamento (yoga, pilates, ginnastica dolce e posturale, ecc.), esercizi a corpo libero, esercizi aerobici, potenziamento muscolare.
• Le attività motorie devono tenere conto dell’età e dello stato di salute generale, devono essere gradevoli, rilassanti e divertimenti.
• L’attività fisica deve essere condotta in maniera regolare e, per quanto possibile, tutti i giorni.